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Ambiente
Terremoto, le vittime salgono a 17 Stampa E-mail

Terremoto_sliderLa procura di Modena apre un'inchiesta. Il Cdm vara misure di emergenza. Aumento di 2 cent sulla benzina e deroga al patto di stabilità

 

ROMA - La terra in Emilia, in particolare nel modenese, ha continuato a tremare anche questa notte, anche se in modo molto meno intenso rispetto alle scosse di ieri. Sono state 41 le nuove scosse nella notte, 25 quelle registrate dall'Ingv dalla mezzanotte. La più forte di magnitudo 3.4 è stata alle 3,54 con epicentro Camposanto, Mirandola, San Felice sul Panaro e San Giovanni del Rosso in provincia di Mantova.

Dopo la prima scossa di dieci giorni fa che aveva già messo in ginocchio l' Emilia, con la morte di sette persone, la chiusura di decine di imprese, obbligando già settemila persone a ricorrere alle tendopoli o ad alloggi di fortuna, ieri la terra ha tremato ancora.

Il bilancio nella provincia di Modena è drammatico: sono 16, al momento, i morti accertati; la Protezione civile conta un disperso; i feriti sono oltre trecento; si continua a cercare sotto le macerie di capannoni, imprese, chiese e palazzi; al momento nessuna stima degli sfollati che sarà comunque immensa dal momento che sono praticamente rasi al suolo i centri dei paesi in cui si è registrato l'epicentro tra Mirandola, San Felice, Cavezzo, Rovereto, Medolla e Concordia. La magnitudo della scossa di ieri alle 9 è stata di 5.8, inferiore a quella del 20 maggio. A fare la differenza, secondo gli esperti, la conformazione della zona, allora l'epicentro fu Sant'Agostino ieri Finale Emilia. Dalle 9 a mezzanotte di ieri più di 140 scosse.

Nel distretto del Biomedicale, dove si lavorava già per riprendersi dal terremoto di domenica 20 maggio, il verdetto più amaro: i capannoni nelle zone industriali si sono letteralmente accartocciati, mentre erano al lavoro impiegati, operai e tecnici per i controlli di stabilità. Tre operai della BBG di Mirandola sono stati travolti dalle macerie dal capannone: Enea Grilli, Eddy Borghi, Vincenzo Iacono. All'interno della Ditta Aries, è morto il fondatore e amministratore Mauro Mantovani. Poco distante, sempre a Mirandola, sotto le macerie della propria abitazione è rimasto intrappolato Zhou Hong Li, un cinese, morto sul colpo. Altri tre operai sono deceduti nel crollo del capannone dell' Azienda Meta di San Felice: l' ingegnere Gianni Bignardi impegnato in un sopralluogo, l' indiano di 27 anni Kumar Pawan e Mohamad Azarg, marocchino di 40 anni che viveva a San Felice con moglie e due figli. A Cavezzo altre tre vittime: Iva Vanna Contini rimasta sotto un capannone, così come Daniela Salvioli, Enzo Borghi invece è deceduto nella sua abitazione.

Il parroco di Rovereto di Novi, Ivan Martini, è morto nella sua chiesa, mentre con un vigile del fuoco cercava di recuperare la statua della Madonna: una pietra caduta dall'alto lo ha ucciso. A Medolla in serata ieri si contavano altri tre morti sotto le macerie dell'azienda Haemotronic: accertata la morte di Paolo Siclari, individuati i cadaveri di altri due colleghi, un terzo è disperso. Infine a Concordia Sergio Cobellini è stato ucciso dopo essere stato colpito da un masso mentre camminava in strada.

La Procura aprirà fascicoli per indagare sulle persone morte nelle aziende. Per ora non sono stati avviati gli accertamenti in attesa di avere una percezione completa di quello che è accaduto. Un fascicolo conoscitivo era già stato aperto dal procuratore Vito Zincani, sul crollo di capannoni, anche di recente costruzione, provocato dal terremoto del 20 maggio. Di questa inchiesta si occupa il procuratore aggiunto Lucia Musti.

Non mancano le storie di chi si è salvato per miracolo: lo stesso sindaco di Finale Emilia è riuscito a fuggire dall' asilo comunale pochi secondi prima del crollo; una donna è stata trovata dopo 12 ore viva sotto le macerie a Cavezzo.

Sono almeno 350, secondo la Protezione civile, le persone ferite in modo più o meno serio, colpiti da massi e detriti, o anche solo feritisi accidentalmente mentre cercavano di mettersi in salvo. "Con questo nuovo sisma si azzera tutto il lavoro fatto in questa settimana" ha detto ieri amareggiato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli dal quartier generale di Marzaglia, a Modena.

Per il presidente della Regione Vasco Errani "questo è un terremoto d' Italia" e quindi ci si aspetta un aiuto concreto da parte di tutto il Paese, "dal momento che questa terra ha sempre dimostrato di essere solidale". Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, in visita ai paesi colpiti, ha assicurato che il Governo non lascerà soli i modenesi: verranno intensificate le forze dell'ordine e se sarà necessario entrerà in azione anche l'Esercito perché "questa non deve diventare la terra di nessuno".

Oggi il Consiglio dei Ministri varerà altri decreti per questo ulteriore stato di crisi emiliano. Ci saranno, con ogni probabilità, provvedimenti per lo slittamento di tutte le tasse da parte di cittadini e imprese, finanziamenti per sbloccare investimenti nei Comuni coinvolti dal sisma, il blocco di mutui e sfratti.

La gente è scossa e smarrita: nessuno qui riesce ad aggiungere altro commento. Per diverse ore anche nella città di Modena gli ipermercati sono rimasti chiusi, per danni e per mancanza di rifornimenti; il sindaco Giorgio Pighi ha fatto aprire strutture e parchi per chi non se la sentiva di dormire in casa. La Protezione civile non riuscirà a piazzare tutti gli sfollati nelle tendopoli, per questo ha fatto appello alle famiglie di accettare di andare negli oltre mille alberghi messi a disposizione.

 

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