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Mer

07

Set

Giustizia
Ripartenza col turbo dei lavori del Csm Stampa E-mail

csm-SLIDERPalazzo dei Marescialli approva il parere (estremamente negativo) sul ddl sul processo lungo

ROMA - Non solo l'istruttoria sul procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, aperta ieri dalla Prima Commissione, che ha avviato l'esame dell'esposto presentato dall'ex sostituto Giuseppe Scelsi per denunciare i presunti ritardi dell'inchiesta sulle escort, che l'imprenditore Giampaolo Tarantini avrebbe portato alle feste private del premier Silvio Berlusconi. Il Csm ha ripreso oggi i lavori del plenum, con molte questioni 'calde', interrotte dalla pausa estiva. Prima tra tutte, l'approvazione del parere sul processo lungo, approvato dal Senato il 29 luglio scorso e ora all'esame della Camera.

Un parere estremamente critico quello approvato oggi in plenum, con 18 voti a favore e 3 voti contrari dei laici del Pdl, dove si parla della "portata dirompente" che l'intervento in esame potrà avere in particolare se coniugato alla vigente disciplina italiana in tema di prescrizione dei reati". Il no dei laici del Pdl è stato motivato dalla convinzione che il Csm non possa censurare un ddl all'esame del Parlamento, pena una interferenza nell'attività delle Camere. Il provvedimento, che consente alla difesa di portare in aula un numero illimitato di testimoni, cancellando il potere del giudice di escludere le prove superflue - fa notare il parere - va in ''direzione opposta''al principio costituzionale della ragionevole durata del processo e alle ''esigenze'' della giustizia italiana, la cui ''principale causa di criticità'' è la lunghezza dei processi. E se i suoi effetti si sommeranno a quelli del ddl sulla prescrizione breve, il risultato non potrà che essere quello di ''negare le condizioni per pervenire ad un accertamento dei fatti oggetto delle imputazioni in tempi ragionevoli''; il che vuol dire ''vanificare ogni tentativo di offrire un servizio di giustizia efficiente per i cittadini nel rispetto del principio di uguaglianza e legalità''.

Non solo: il parere segnala anche ''la portata preoccupante'' della norma transitoria che prevede l'applicazione delle nuove regole ai processi in corso in primo grado per i quali non sia chiuso il dibattimento. Tale norma, potrà ''determinare la necessità - affermano i consiglieri di Palazzo dei Marescialli - di far ricominciare daccapo tutti i processi in corso in primo grado per consentire alle parti di avvalersi della nuova disciplina''. Particolarmente critico l'intervento del primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, che ha affermato senza mezzi termini che il ddl Lussana, porterà alla ''morte del processo penale". "E' evidente che questa legge - ha detto Lupo - significa riconoscere il diritto alla prescrizione dei reati per ogni imputato che sia difeso adeguatamente'', perchè con le nuove norme ''si può allargare all'infinito l'elenco dei testimoni''.

Il plenum ha anche proceduto alla nomina del vicecapo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria: si tratta dell'ex pm di Roma, Simonetta Matone. Con una maggioranza ristretta (dieci voti a favore su 21 consiglieri presenti) la Matone è stata collocata fuori ruolo, per permetterle di assumere l'incarico affidatole dal ministro della Giustizia, Nitto Palma. Non c'è stato nessun voto contrario, ma una larga fetta di consiglieri, appartenenti a tutti i gruppi compreso quello dei laici del Pdl, si è astenuta, manifestando così le proprie perplessità sulla nomina. L'unico a esplicitarle e' stato il togato di Magistratura Democratica, Francesco Vigorito, che ha evidenziato come, assumendo il nuovo incarico di vice di Franco Ionta, Matone avrà competenza su ''materie di cui non si e' mai occupata''. ''C'è sempre da imparare'', gli ha replicato con una battuta il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che come di consueto non ha votato.

Tra i temi 'bollenti' sotto la lente di Palazzo dei Marescialli, il caso Tarantini: dopo la Procura di Lecce, anche il Csm va a fondo su modalità e tempi di conduzione dell'inchiesta, per accertare, con un'istruttoria, se vi sono stati anomalie o rallentamenti. La Prima Commissione ha previsto la convocazione il 22 settembre del procuratore di Bari Antonio Laudati e tre giorni prima del pm Giuseppe Scelsi che ha indagato per primo sul giro di escort portate nelle residenze private di Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009 dall'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Scelsi ha accusato il suo ex capo (ora il magistrato è alla Procura generale) di averlo estromesso dall'inchiesta e di averne di fatto ritardato la conclusione. L'obiettivo finale è verificare se ci siano stati comportamenti, che pur non rilevanti da un punto di vista penale, possano giustificare un trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale o funzionale. L' inchiesta della Procura del capoluogo salentino è nata dalla trasmissione di atti da parte dei pm napoletani che hanno disposto l'arresto di Tarantini, di sua moglie Angela Devenuto e del direttore e editore dell'Avanti Valter Lavitola per una presunta estorsione ai danni del premier e che ipotizzerebbero a carico di magistrati baresi i reati di abuso ufficio e di violazione del segreto d'ufficio.

Sempre in tema di procedimenti avviati dalla prima Commissione, competente per le inchieste a carico dei magistrati, c'è anche il fascicolo sul procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, aperto il 28 luglio scorso, relativo al presunto incontro con il parlamentare del Pdl Marco Milanese e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, oggetto dell'inchiesta sulla P4.

Sulla ripresa dei lavori del Csm pende infine una questione di organico: il Parlamento, infatti, non ha ancora nominato il sostituto di Matteo Brigandì, il consigliere laico di maggioranza  decaduto il 13 aprile scorso per incompatibilità, in quanto non aveva denunciato, nè rimosso nei tempi utili, la sua condizione di  amministratore di una società con finalità commerciali. Il problema, già più volte posto dai quattro membri laici in quota Pdl, è stato sollevato in occasione dell'ultimo plenum di fine luglio da Annibale Marini, che ha nuovamente sollecitato il Presidente della Repubblica a farsene carico e a intervenire presso i presidenti di Camera e Senato.

(Valentina Marsella)

 

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