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Mer

14

Dic

Roma
Blitz contro gli estremisti di Militia: arrestato il leader Boccacci Stampa E-mail

MilitiaCinque arresti tra militanti di destra per associazione a delinquere, odio razziale e apologia del fascismo

ROMA - Cinque arresti e undici perquisizioni: questo il risultato dell’operazione “Lama” condotta dai Ros contro gli esponenti dell’organizzazione di estrema destra Militia. In manette il leader del movimento, Maurizio Boccacci, 54 anni di Albano, e i militanti Stefano Schiavulli (26 anni, di Roma), Giuseppe Pieristé (54 anni, di Ascoli Piceno), Massimiliano de Simone (43 anni, di Roma) e Daniele Gambetti, (26 anni, di Albano Laziale). Per i membri dell’associazione neo-fascista le accuse sono quelle di associazione a delinquere, violazione della legge Mancino, azioni contro la comunità ebraica di Roma e del suo presidente Riccardo Pacifici, del sindaco della Capitale Gianni Alemanno, del presidente della Camera Gianfranco Fini, di quello del Senato Renato Schifani, dell'ex presidente Usa George Bush e di cittadini rumeni.

L’indagine nella Capitale, conclusasi questa mattina all’alba e coordinata dal pool antiterrorismo della Procura di Roma, era partita nel 2010 avvalendosi di intercettazioni telefoniche e ambientali. Grazie ad esse, i militari del Ros hanno condotto perquisizioni nella “Palestra Popolare Primo Carnera” e nella discoteca “Kinky Club”, sedi storiche e basi logistiche del movimento Militia, rivelando la presenza di vari strumenti d’offesa, documenti ideologici di estrema destra, manifesti e strumenti per scritte murarie. A dare inizio alle indagini erano state anche delle azioni dinamitarde svolte contro attività economiche gestite da cittadini rumeni sia a Roma che nella provincia.

Ai militanti dell’organizzazione neofascista vengono contestati, inoltre, reati quali la diffusione di idee fondate sull'odio razziale ed etnico, l'apologia di fascismo, il deturpamento di cose altrui, il procurato allarme e le minacce alle istituzioni e ai loro rappresentanti.

“Volevano porre le basi di una ‘guerra rivoluzionaria’ contrapponendosi alle istituzioni preposte alla repressione, che non riconoscevano”, è quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare dei Carabinieri. Sedici è il numero degli indagati, di cui cinque finiti in manette. Fra i denunciati anche un sedicenne accusato di apologia del fascismo per aver programmato un “documento-relazione dedicato ai giovani”.

Le perquisizioni dei Carabinieri stanno proseguendo in queste ore nel napoletano, a Perugia e a Salerno.

 

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