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Caso Rignano, il Csm riassegna il giudice Minutillo Turtur al processo Stampa E-mail

rignano-flaminioIl plenum ha approvato con 20 voti la richiesta della 9 Commissione di revocare la toga dall'incarico 'fuori ruolo'

 

 

ROMA - Non ripartirà da zero il processo per i presunti abusi sui bambini della scuola 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio. Il plenum del Csm, con 20 voti favorevoli e due astenuti, ha infatti approvato una delibera che restituisce il giudice Marzia Minutillo Turtur al suo ruolo chiave nel delicato caso giudiziario. Il magistrato era stato destinato 'fuori ruolo' da Palazzo dei Marescialli, alla Commissione d'esame per il concorso in magistratura. Ma la decisione ha fatto scoppiare un'autentica bomba mediatica, perchè rischiava di vanificare tutto il lavoro svolto dal Tribunale di Tivoli per fare luce sulla vicenda, che ha ancora oggi contorni poco nitidi. Così, con 20 sì, e l'astensione dei laici Annibale Marini (Pdl) e Glauco Giostra (Pd), il Csm ha revocato la propria precedente decisione, richiamando in ruolo il giudice e 'restituendolo' al processo. E' stata la Nona Commissione, che ieri ha ascoltato la Minutillo Turtur, a chiedere al plenum di revocare la collocazione a fuori ruolo del magistrato. La stessa Commissione, dopo aver sentito il presidente del Tribunale di Tivoli, Bruno Ferraro, ha ascoltato le ragioni che hanno indotto la Minutillo Turtur a chiedere di far parte della Commissione di esame per il concorso in magistratura e il suo sfogo per essersi trovata al centro di una bufera mediatica senza avere alcuna colpa. Ma alla fine della sua audizione, i consiglieri hanno deciso di confermare la scelta fatta: chiedere con procedura d'urgenza, al plenum di oggi appunto, di richiamarla al suo primo dovere.

Nell'audizione, la toga ha solo difeso la sua scelta, lamentando di essersi trovata, alla fine, in una situazione spiacevole senza avere responsabilità. Ha spiegato infatti di non aver pensato di pregiudicare l'andamento di un processo, che sino a quel momento non era stato connotato da segnali di particolare urgenza; in un anno erano stati ascoltati solo 33 testimoni sui 300 citati e il procedimento era andato avanti con una media di un'udienza al mese. Un insieme di scelte organizzative che le avevano fatto ritenere che la sua decisione non avrebbe inciso più di tanto sul procedimento. Ma nonostante questo la Commissione, sollecitata a intervenire dal Comitato di Presidenza del Csm guidato da Michele Vietti, è rimasta nella sua posizione. Perchè, nel caso si fosse dovuto scegliere un giudice sostituito, i difensori di due degli imputati si erano opposti all'utilizzazione degli atti già compiuti davanti al nuovo collegio giudicante. Apprezzamento per 'la tempestività' e l'attenzione nel seguire l'intera vicenda è stata espressa alla Commissione dal vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Michele Vietti. "Credo che la soluzione trovata - ha detto Vietti - sia condivisibile ed equilibrata". Di diverso avviso, il laico del Pdl Marini, che si è astenuto: "Non sono convinto della soluzione trovata - ha detto nel corso della discussione - il presidente del tribunale ha deciso ora di dare un'accelerazione al processo a seguito di una campagna mediatica. Ho più di un dubbio che questo possa rappresentare un motivo per revocare un componente della commissione d'esame".

Il presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo, ha invece voluto sottolineare il problema rappresentato dalla modalità di scelta dei componenti della commissione d'esame per il concorso in magistratura. "Sarebbe utile - ha detto Lupo - avvalersi di magistrati in pensione e questo per prevenire anche problemi come quelli di oggi". A questo proposito, i consiglieri di Unità per la Costituzione (il gruppo di Centro delle toghe), hanno sollecitato a una riflessione sulle regole del concorso: "L'individuazione dei componenti della commissione - scrivono i consiglieri – richiede una attenta valutazione della provenienza dei magistrati designati". Il tutto per ''evitare di incidere sugli organici effettivi esistenti negli uffici e sullo svolgimento di processi in corso''. Si tratta di una ''scelta complessa che deve coniugare l'interesse primario ad operare una seria e rigorosa selezione degli aspiranti all'ingresso in magistratura con l'efficienza complessiva della procedura''.

Infine, come atto complementare alla revoca del giudice Minutillo Turtur, il plenum ha approvato la proposta della Nona commissione che prevede la nomina, al posto del magistrato di Tivoli come commissario d'esame, del giudice del tribunale di Grosseto Pietro Molino, il primo dei non nominati. 

(Valentina Marsella)